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Testo: Ginevra Di Marco. Trama Tenue. Lilith.


E' forse possibile scordare pur di offrire uno spettacolo migliore di un respiro che diluisce il cuore? Un rumore di bocca bruciata da vomitare su anime senza fortuna da barattare come puttane di poco valore ? Io, corpo in pena e maschera di cera, costretta strisciante a giurare di vedere un colore che ai miei occhi non c'e
(Rit.)
E' grande il mare di male da navigare con la rotta di chi sta giu, e di terra il mare di male da camminare con il passo di chi sta giu.
A volte mi chiedo che ne sara della paura di navigare e naufragare in un cielo che non ha mai vento e pioggia da esaurire senza peccati da riferire a chi di dovere, senza verita, inseminate da contemplare in cui cadere dentro e scomparire ? (Rit.)
Piu nessuno a cui cercare di offrire uno spettacolo migliore del mio ritratto a figura intera ormai fuori dalle inquadrature.
SFINITA
DIVARICATA
DANNATA
SGOMENTA
INDIFESA
NON PIU' DONNA
NON PIU' MADRE
NON PIU' VIVA